L’atto finale del viaggio apostolico in Francia all’insegna dell’Europa costruttrice di pace. E del suo più illustre artefice, il venerabile Robert Schuman

Una scelta tutt’altro che banale quella di Papa Prevost, che ha voluto concludere il viaggio-pellegrinaggio francese a Metz, tra l’altro per niente “di strada” rispetto alle tappe precedenti di Parigi e Lourdes.

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Il Card. Jean-Marc Aveline, presidente della conferenza episcopale d’Oltralpe, ha raccontato che è stato il ruolo di Metz nella costruzione della pace a convincere il Papa a recarsi nella città dove ha svolto il suo servizio di avvocato e poi di statista Robert Schuman, per l’Europa Pater Europae e per la Chiesa cattolica Venerabile (in attesa di un miracolo per la beatificazione).

L’Europa secondo Schuman si basa sul rispetto del diritto internazionale che, a differenza dei diritti nazionali, non può essere imposto con la forza da uno Stato, ma si fonda sul principio universalmente riconosciuto secondo cui pacta sunt servanda.

Il primo Papa nordamericano ha usato parole molto chiare per incoraggiare i governanti e i giovani a costruire la pace combattendo la logica per cui il riarmo è una necessità in vista della prossima, inevitabile “inutile strage”.

In una Nazione molto confusa sul diritto all’integrità della vita, dal concepimento alla morte naturale, Prevost ha detto chiaramente:

Non abbiate paura di formare una famiglia, di generare figli, di difendere la dignità di ogni persona, dal primo istante nel seno della madre fino all’ultimo respiro. Non abbiate paura di lavorare instancabilmente al servizio del bene delle vostre comunità, anche attraverso l’impegno politico.

Richiamando più volte l’attualità dell’insegnamento di Schuman, il Santo Padre ha quindi lasciato un’eredità preziosa anche per noi, che ci impegniamo per promuoverne la fama di santità e concorrere con altri a farlo conoscere e “farlo pregare”, per avere un giorno un Beato a protezione della buona politica europea.