Consapevoli che la figura di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo (1956-2022), non è conosciuta come merita, abbiamo ritenuto doveroso svolgere un lavoro di ricerca sui tanti interventi effettuati, sia in occasione dei suoi funerali di Stato (Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, Roma 14 gennaio 2022) sia della commemorazione al Parlamento europeo (Strasburgo, 17 gennaio 2022). Le varie voci qui raccolte ci regalano l’icona di un vero europeo di alto profilo.

a cura di Francesco e Paolo Masina

David Sassoli al Parlamento europeo (2020)
David Sassoli al Parlamento europeo (2020) – © European Union 2020 – Source : EP

Il 2022 è cominciato con una nota di commosso cordoglio per chi segue la vita dell’Europa: a pochi giorni dalla naturale conclusione del suo mandato di presidente del Parlamento europeo, l’italiano David Sassoli è venuto a mancare per una malattia. La notizia è stata inattesa, pur non essendo segreta la sua condizione di salute problematica, e ha suscitato molta commozione e unanime ammirazione. Un uomo buono, un giornalista appassionato della verità, un politico umile, determinato e fiducioso.

Crediamo che, raramente, nella storia dell’Unione Europea, ci siano state due grandi manifestazioni, di forte portata emotiva, come il funerale di David Sassoli (14 gennaio) e la sua commemorazione al Parlamento Europeo, a Strasburgo (17 gennaio). Dai due eventi – grazie sia alla potente figura di Sassoli, sia ai tanti interventi di eminenti personalità, di familiari e di comuni cittadini – ne è uscita una dimensione alta dell’Europa, una dimensione autentica degna dei Padri fondatori.

Finalmente, hanno pensato tanti cittadini, italiani ed europei, l’Europa ha ritrovato la sua anima: spirito di servizio ai popoli e alle persone, rispetto per ogni differenza, solidarietà, giustizia e soprattutto verità.

La neo Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha definito David Sassoli: “Il volto di un’Europa di buona volontà” e ha messo in evidenza il suo “pudore”, il non voler apparire, la sua determinazione , la sua dolcezza. Secondo Metsola, nei confronti di David, le persone si possono dividere in due categorie: “essergli amici o essergli grandi amici”.

Il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha detto che i dirigenti dell’Europa si debbono impegnare a proseguire l’opera di Sassoli, traducendo la sua visione in fatti.

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha concluso il suo forte intervento con l’augurio tipico degli Scout: “Buona strada, David”.

Ecco, sta qui il segreto di Sassoli: essersi messo sulla strada, per compiere un cammino, per effettuare un percorso, consapevole che c’è tanto da fare ma che se non si comincia, se non si mette mano all’aratro, la terra rimarrà sempre da dissodare.

E tutto con umiltà: colpisce la frase di David ai suoi collaboratori all’indomani della sua elezione a presidente dell’Europarlamento: “Ricordatevi che torneremo zucche!“.

Già dal suo discorso di insediamento come Presidente del Parlamento Europeo si intravedeva la cifra della sua azione politica. Diceva, infatti: “Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento. La difesa e la promozione dei nostri valori fondanti di libertà, dignità e solidarietà deve essere perseguita ogni giorno dentro e fuori l’Unione Europea”.

David Sassoli
Di © European Union 2019 – Source : EP, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=112261100

E ancora: “Sia chiaro a tutti che in Europa nessun governo può uccidere, che il valore della persona e la sua dignità sono il nostro modo per misurare le nostre politiche. Che da noi nessuno può tappare la bocca agli oppositori, che i nostro governi e le istituzioni europee che li rappresentano sono il frutto della democrazia e di libere elezioni”.

Significativa anche la sua ultima intervista a Il Corriere della Sera (14 dicembre 2021):

“Indietro non si torna e la maggioranza deve dire che la stagione del rigore è definitivamente chiusa. Un anno fa avevo invitato tutti a iniziare a lavorare sul debito. Mi attirai tante polemiche. Ma ora tutti sembrano aver capito che questa è la grande partita per non lasciare alle future generazioni il peso di un fallimento e per accompagnare la transizione. Abbiamo fatto debito comune ed è stato un successo. Sono accadute tante cose inedite. E vogliamo che altre si aggiungano, come lo scorporo degli investimenti verdi dal calcolo del deficit. I socialisti lo dicono da molto tempo, oggi si può fare. Questo vale anche per l’aggiornamento dei parametri del Patto di stabilità. Non sarà facile, ma è una battaglia che deve impegnarci tutti se vogliamo che questa crisi non aumenti le disuguaglianze”.

Il suo europeismo era declinato anche nelle situazioni critiche. Così prosegue: “Non siamo riusciti a fare un passo avanti verso una politica comune su immigrazione e asilo. Anche in queste ore si continua a morire di freddo e stenti alle nostre frontiere. L’egoismo di alcuni governi indebolisce l’UE Le parole di Papa Francesco in Grecia sono state una boccata d’ossigeno. Voglio rassicurarlo però che in Europa non siamo tutti uguali. Se non c’è rispetto della vita non esiste l’Europa. E questo è il momento di passare dall’odio alla solidarietà responsabile”.

Circa l’azione di Sassoli, di particolare rilievo è quanto scritto da Mario Monti (su Il Corriere della Sera del 13 gennaio 2022). Il Senatore, tra l’altro, dice che: “Anche grazie alla sventata paralisi del suo Parlamento, il Presidente Sassoli ha saputo usarne il peso per esercitare una continua e forte pressione su Ursula von der Leyen, su Charles Michel e, nei momenti cruciali, sulla stessa cancelliera Merkel durante il decisivo semestre di presidenza tedesca (luglio-dicembre 2020). Senza questa azione, non rumorosa nè rivendicata pubblicamente, non avremmo avuto il Piano europeo di ripresa e resilienza, Next Generation EU, il bilancio settennale rafforzato, la facoltà di emettere debito comune della UE, la decisione delle risorse proprie quale indispensabile alimentatore dell’intero piano. In quel tempo, in particolare su questi temi, avevo spesso dialoghi informali sia con la presidente von der Leyen, sia con il presidente Sassoli. Per questo posso testimoniare quanto sopra”.

Il Cardinale Matteo Maria Zuppi, amico di vecchia data della famiglia e compagno di liceo di David, nell’omelia delle esequie alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri (14 gennaio 2022), ha detto che David “ha respirato la fede e l’impegno cattolico democratico e civile a casa, con i tanti amici di papà e poi suoi, credenti impetuosi e appassionati, come La Pira, Don Mazzolari, David Maria Turoldo. Credente sereno ma senza evitare i dubbi e gli interrogativi difficili, fiducioso nell’amore di Dio, radice del suo impegno, condiviso sempre con qualcuno, come deve essere, perché il cristiano come ogni uomo non è un’isola, ma ha sempre una comunità con cui vivere il comandamento

dell’amatevi gli uni gli altri. Gli scout, il gruppo della Rosa Bianca, con Paolo Giuntella, Sophie e Hans Scholl, i leader della Weisse Rose erano per lui le stelle del mattino dell’Europa, uccisi dai nazisti per la loro libertà, tanto che, quando fu eletto presidente, onorò come un debito verso di loro ponendo un’enorme rosa bianca su sfondo europeo nel Parlamento, perché – disse – la nostra storia è scritta nel loro desiderio di libertà”.

Bandiere europee a mezz'asta per commemorare David Sassoli (2022)
© European Union 2020 – Source : EP

Commovente l’intervento della giornalista Elisa Anzaldo, sua ex-collega, al termine del funerale: “Hai sfondato muri di gomma con la tenacia della tua gentilezza, con l’ostentazione del rispetto che avevi per gli altri. A noi lasci una caparbia lezione di ottimismo.” E più avanti, nell’intervento: “Diceva che è social buttare giù un muro, perché dietro c’è un mondo. Che è social accogliere un migrante, perché dietro c’è una comunità. Che la famiglia è più ricca e modena di un gruppone Facebook”. E ancora: “Dicevi che il problema degli altri è il mio problema. L’indifferenza non è un’opzione, tutti gli insegnamenti di Don Milani che avevi respirato a casa e raccontavi a noi”.

Ci sembra appropriato concludere con le bellissime parole della moglie, Alessandra Vittorini, da cui traspare quella fede che ha accomunato la loro vita e le loro battaglie: “Ci siamo cercati e trovati sui banchi di scuola; abbiamo camminato insieme fino ad oggi. Ti abbiamo sempre diviso e condiviso con altri, tra famiglia e lavoro, tra famiglia e politica, tra famiglia e passione, altri luoghi e altri impegni in cui hai costruito con tenacia il tuo modo di essere, il tuo modo di fare, i tuoi valori. Noi siamo stati il tuo punto fermo, ma dividerti e condividerti con altri ha prodotto quella cosa immensa cui stiamo assistendo in queste ore nel coro unanime di riconoscimenti, nelle file di persone che vogliono salutarti, nei fiori e nei biglietti che abbiamo trovato l’altro ieri,al nostro ritorno, attaccati al portone e in strada. “Ho avuto una vita bella, decisamente molto bella, anche se un bel pò complicata, e finirla a 65 anni è davvero troppo presto“, questo mi dicevi solo due settimane fa, quando avevi capito tutto, mentre noi  giocavamo a nasconderci la realtà sperando l’impossibile. Troppo presto per le tante cose che avevamo ancora da dirci, per i progetti che ancora avevamo, per disegnare il futuro che progettavamo per noi due e i nostri ragazzi. Ce le diremo ancora – caro Davide – quelle cose, disegneremo i progetti e immagineremo il futuro, distanti ma insieme più di prima. Cammineremo certi della tua presenza, che ci accompagnerà ancora ma in un altro modo, più denso e più profondo, perchè ciò che si condivide torna sempre indietro più forte e più vero, perché il vuoto prodotto da una perdita può trasformarsi in un pieno di passione, di valori, di amore, perché l’amore non si divide, si moltiplica. Perché sarà dura, durissima, ma in questi anni ci hai dimostrato che niente è impossibile”.

Buona strada, Davide!